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3.
GLI
STRUMENTI DELLA CONTINUITÀ: IL CURRICOLO.
Per definire e realizzare la continuità
educativa e scolastica occorre
-
Condividere
o chiarire posizioni rispetto a concetti pedagogici di base per
costruire un pensiero pedagogico convergente tra docenti dei diversi
ordini di scuola;
-
definire
proposte culturali che rispondano a finalità comuni alla scuola ed al
contesto;
-
definire i compiti interni al percorso per
puntare a competenze fondamentali;
-
pensare alla dinamicità del processo di
formazione, che non limiti il concetto di continuità all’idea
di uno
“ sviluppo stadiale” e di una pianificazione del sistema,ma che preveda
invece una continua attenzione alla “ zona prossima di sviluppo”ed una
conseguente riflessione sull’organizzazione delle attività e sulle
strategie didattiche.
a.
Il
contenuto
In che cosa si concretizza la continuità
scolastica? Il contenuto di una continuità possibile è il curricolo.
Partiamo da alcune definizioni, le più
condivise oggi, di curricolo:
“la progettazione della
realizzazione didattica della trasmissione culturale, quindi del compito
fondamentale della scuola” (Pontecorvo).
Altri lo definiscono :
“il complesso integrato
dell’esperienza scolastica compiuta dall’allievo in quanto rivolta a
perseguire il fine della sua formazione ,ovvero l’esperienza complessiva
che la scuola propone intenzionalmente e l’allievo vive”
Aggiungiamo che tre sono i tipi di
curricolo:
·
ESPLICITO (le competenze sui saperi
formali)
·
IMPLICITO (quanto informalmente si
apprende anche attraverso la relazionalità, compresa quella tra
coetanei)
·
TRASVERSALE (determinato dalle
competenze trasversali alle discipline)
Gli aspetti
portanti del curricolo sono :
-
IL CONTESTO SOCIO-CULTURALE, che
determina la condizione di partenza;
-
GLI OBIETTIVI EDUCATIVI GENERALI E GLI
OBIETTIVI SPECIFICI ;
-
L’ ESPERIENZA VISSUTA, LE
PECULIARITA’ DELLA PERSONA/ALLIEVO ED I CONTENUTI DI INSEGNAMENTO;
-
LE PROCEDURE DIDATTICHE,L’ORGANIZZAZIONE
(lo spazio ed il tempo della scuola) ;
-
LE MODALITÀ ED I SISTEMI DI VALUTAZIONE
INTERNI ED ESTERNI;
-
I RAPPORTI CON I LIVELLI PROSSIMI DI
EDUCAZIONE E SCOLARITÀ’
Questi elementi sono tra loro in un
rapporto sistemico e perciò ognuno può rimandare ad un altro a
prescindere da questa esposizione grafica .
b. Il rapporto tra
curricolo e discipline
I campi di esperienza e le discipline
sistematizzano le esperienze ed organizzano le conoscenze in una rete
concettuale attraverso una specificità di linguaggi e procedure e per
questo hanno tutte una loro efficacia formativa. Il problema pedagogico è quello di fare
in modo che la conoscenza diventi componente importante dell’esperienza
di formazione in continua evoluzione. “Il nesso esperienza-conoscenza ripropone
con chiarezza il valore e la necessità della continuità nello sviluppo e
nell’educazione”(Pontecorvo) .
E’ nella
tempestività dell’esperienza e nella coerenza con lo sviluppo in atto
nel singolo che si realizza la Continuità. Scolastica. Come si nota il concetto di continuità si
riverbera su molteplici aspetti , ma questo,ovvero quello della
personalizzazione del piano di sviluppo per usare il linguaggio di
Bertagna – vedasi il testo delle Indicazioni nazionali per la Riforma
- ci interessa più di ogni altro, sebbene tutti siano
importanti, perché in questo è la sostanza della continuità. C’è infatti un ulteriore aspetto da
considerare nello sviluppo di un soggetto, la variazione: non solo
esistono differenze interindividuali, ma anche intraindividuali. Lo
stesso soggetto può per certi aspetti dello sviluppo trovarsi in stadi
diversi ,secondo quanto sostiene la psicologia delle differenze
individuali (Gardner) . Quindi la
continuità è un elemento non solo positivo, ma necessario in quanto
consente anche l’accettazione , il rispetto della variabilità
intraindividuale.
Le esperienze sulla costruzione di curricoli continui nell’ambito della
scuola di base - oggi è esatto dire degli Istituti Comprensivi - si
sono limitate a progetti specifici , a spezzoni curricolari o ad
elaborazioni teoriche compiute sullo sviluppo di curricoli per assi
culturali che aspettano di essere tradotte in percorsi didattici unitari
e flessibili.
E’ stato un lavoro importante,da non sottovalutare. Da qui si deve
partire per confrontarci con l’idea dei Piani personalizzati cui
si accennava…ma questa è storia dei nostri giorni,una stagione nuova che
si sta aprendo e che qualcuno dei Comprensivi delle Marche sta già
vivendo.
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